Incentivi acquisto auto 2019: col bonus-malus italiano ci guadagnano emissioni zero e gas

In occasione degli Stati Generali dell’Idrogeno e Celle Combustibile, un ambito dove oggettivamente l’Italia ci mette la testa da decenni ma fatica un po’ troppo, a fare emergere nuove prospettive di utilizzo dell’idrogeno quale fonte energetica (per l’industria e secondariamente anche per l’auto, ndr) gli spunti più accattivanti per l’immediato di un’automobilista italiano arrivano da Andrea Cioffi. Il Sottosegretario allo sviluppo economico, venuto al Politecnico di Milano da uomo di governo più che da ingegnere quale è, parla apertamente di quello che un po’ tutti attendono, sul lato automobilistico del fronte energetico. “Sono previsti nuovi incentivi per l’auto. Si premieranno con un sistema bonus-malus le immatricolazioni di modelli che non impattano sull’ambiente, con emissioni allo scarico”.

Il parametro del metodo incentivazione è quindi quello delle emissioni basse, di CO2 principalmente, come già avviene in altre nazioni. Giusto? Forse non del tutto, pensando ai differenti usi che cambiano l’effetto ambientale reale, rispetto a un numero su libretto. La perfezione non esiste in certi ambiti e non è così facile, toccare equilibri che regolano il mercato auto in Italia, che influenzano le scelte di acquisto e spostano persino la filiera del ricambio, a lungo termine. Sostanzialmente si andrà a “tassare” chi inquina di più in termini di emissione (certificata su libretto) mettendo le risorse a favore invece di chi emette meno“Non solo elettrico, ma anche bi-fuel, il gas, come metano e GPL; ovviamente l’idrogeno delle celle combustibile, anch’esso rientra tra chi ne beneficerà”. Le nuove incentivazioni sull’acquisto auto con metodo bonus malus quindi, includeranno anche i cosiddetti carburanti alternativi, dopo la trazione elettrica (trazione non vuole dire necessariamente a sola batteria, ndr).

Svecchiamento parco auto

Se è ormai data per certa la nuova politica di aiuto alla vendita auto nuove, con basse emissioni, quello che non è certo ancora è il metro esatto, la misura, gli importi e come si applicheranno. Alcune proposte parlano di 2000+2000 = 4000 euro, in caso di rottamazione auto ultra decennali, ma di ufficiale non esiste ancora nulla. Certo dare un forte incentivo a modelli di minima diffusione, elitarie come le elettriche premium Tesla, striderebbe rispetto al penalizzare auto generaliste convenienti per tutti sul listino, endotermiche, che però hanno troppe emissioni di CO2 (non in assoluto, poiché Euro6.2, ma rispetto al target Zero premiato).

Staremo a vedere quello che accadrà, se ci saranno limiti di potenza o altro, in qualche modo si deve incentivare questa nuova mobilità e ringiovanire il parco auto nazionale. Lo chiedono le Case auto, su spinta delle norme europee, lo chiedono persino le associazioni di molti settori energetici, pur con interessi diversi (es. filiera del petrolio Vs. quella del gas). Dall’analisi di governo scaturirà qualcosa che permetterà di vedere una risalita delle immatricolazioni auto, un’analisi in combinazione con quelli che sono gli studi ma anche i poteri, di un’industria in cui purtroppo, il ritornello che si sente tra le aule dei palazzi è quello dell’Italia sostanzialmente senza troppa voce in capitolo.

Gli incentivi auto che nella speranza del governo dovrebbero “bilanciarsi” senza gravare sulla spesa, grazie alla variabilità di tariffa, potrebbero comunque valere l’attesa se come pare, saranno istituiti a tempo indeterminato secondo uno spunto direttamente incluso nel patto tra le due forze politiche di attuale governo. Il mondo FCA, con Fiat, Lancia e Alfa Romeo, non vanta troppe automobili elettriche o ibride da incentivare? Il metano in questo caso potrebbe “dare una mano” tesa a raccogliere il bonus, come per Seat, che vende già oggi non meno del 20% di nuove auto a gas.

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