Leonessa milanese

All’età di 38 anni, Francesca Schiavone ha deciso di dire basta: basta con il tennis giocato, con lo sport che le ha dato le più belle soddisfazioni in carriera e che l’ha resa l’italiana della racchetta più forte di tutti i tempi.

È stata lei la prima azzurra a vincere uno Slam – era il Roland Garros 2010 – seguita soltanto da Flavia Pennetta regina di New York qualche anno più tardi. Ed è stata lei la prima ad issarsi fino alla quarta posizione del ranking mondiale, tuttora la miglior posizione mai occupata da una rappresentante tricolore.

Merito di quelle fantastiche stagioni a cavallo tra il primo ed il secondo decennio del nuovo millennio, in cui genio e sregolatezza si sono unite per dar vita ad una campionessa a tutto tondo, che ha trovato sulla superficie rossa la sua naturale espressione. Otto anni fa, ormai, cominciò quella cavalcata che la portò al trionfo di Parigi, battendo in finale l’australiana Samantha Stosur, proprio colei contro la quale ha disputato lo scorso luglio l’ultimo match in carriera.

Avrebbe potuto concedere il bis un anno dopo, quando si issò di nuovo fino all’ultimo atto, ma fu respinta dalla cinese Na Li, a sua volta al primo successo Slam. Al termine della carriera, sono otto le vittorie ottenute nel circuito WTA dalla “Leonessa” milanese: il primo titolo giunse in Austria, a Bad Gastein,nel 2007, l’ultimo a Bogotà, in Colombia, lo scorso anno.

Bisogna essere in pace con se stessi – le parole di Francesca Schiavone pronunciate nella conferenza stampa d’addio tenutasi a New York, alla vigilia degli US Open – Oggi lo sono, il mio cuore dice che sto bene così, la mia mente è a caccia di nuove sfide”. “La mia mente è già a caccia di nuove sfide. Vivo in America, mi stanno offrendo diverse opportunità e le sto già iniziando a vivere. Chissà, spero mi capiti qualche atleta italiano da allenare”.

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